rosario

Il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell’enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia.(qui il testo approvato dalla Camera dei deputati l’11 giugno 2009, poi modificato dal Senato il 10 giugno 2010; qui gli emendamenti del 6 ottobre 2011)
Sono stati proposti degli emendamenti, ma le modifiche al disegno di legge verranno discusse solo a partire dal prossimo mercoledì 12 ottobre. Non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurata l’approvazione della norma nella sua formulazione originaria, approvazione che vanificherebbe gran parte del lavoro fatto su Wikipedia.
Grazie a chi ha supportato la nostra iniziativa, tesa esclusivamente alla salvaguardia di un sapere libero e neutrale.Comunicato del 4 ottobre 2011Rassegna stampa

Rosario

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Un rosario

Vecchi ed antichi rosari di pregio

Il rosario (dal latino rosārium, “rosaio”; a partire dal XIII secolo acquisì il significato religioso indicante le preghiere che formano come una “corona”, nell’accezione latina di corōna ovvero ghirlanda, di rose alla Madonna) è una preghiera contemplativa a carattere litanico (o mantrico) tipica del rito latino della Chiesa cattolica.

La Chiesa cattolica, per tradizione, ne attribuisce la nascita ad un’apparizione della Madonna con la consegna del rosario a San Domenico. Le sue origini sono tardomedievali: fu introdotto dall’ordine domenicano e diffuso, soprattutto dal Seicento, grazie alla diffusione delle Confraternite del Santo Rosario, la prima delle quali risale al 1476.

Fu approvata, a nome del papa, dal cardinale Alessandro Nanni Malatesta[1], legato pontificio e vescovo di Forlì. Non essendo momento della liturgia della Chiesa cattolica, questa pratica ha subìto notevoli varianti nel corso dei secoli.

La preghiera consiste in cinque serie (chiamate “poste”) di dieci Ave Maria unite alla meditazione dei “misteri” (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e di Maria.

Il nome indica la “corona di rose”, con riferimento al fiore “mariano” per eccellenza, simbolo della stessa “Ave Maria”.

La versione integrale della meditazione prevede la contemplazione di tutti i venti misteri e quindi la recita, tra l’altro, di duecento avemarie (prima dell’aggiunta dei cinque “misteri luminosi”, nel 2002, si contavano quindici “poste” per complessive centocinquanta “avemarie”). Il conto si tiene facendo scorrere tra le dita i grani della “corona”.

Indice

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Recita del rosario [modifica]

Si inizia con il segno della croce. Se è recitato in solitudine, diversi santi hanno consigliato di invocare -prima dell’inizio- la presenza del proprio angelo custode.[senza fonte]

Si recitano quindi:

oppure

  • O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto
  • un Gloria al padre.

Si recita una corona di cinque decine, facendole precedere dal richiamo del mistero a cui è legata. Ogni decina è composta da:

  • un Padre Nostro
  • dieci Ave Maria
  • un Gloria al Padre
  • tipicamente, dopo il Gloria, si recita anche la preghiera della Madonna di Fatima: «Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia», oppure l’Eterno riposo: «L’eterno riposo dona loro (lui) o Signore, e splenda ad essi (a lui) la luce perpetua. Riposino (riposi) in pace. Amen.» , se la preghiera è per uno o più defunti.

Dopo le cinque decine si recitano:

secondo le intenzioni del papa. Si recita una Salve Regina, letta o cantata. Durante la recita collettiva, ciascuna di queste preghiere viene eseguita in forma responsoriale: per metà dalla persona che guida la recita, per l’altra metà da tutti gli altri, tranne che per la preghiera di Fatima e il Salve Regina, che vengono iniziate dalla persona che guida la recita e proseguite da tutti.

Facoltativamente si recita una delle seguenti preghiere:

Se è presente un sacerdote, a questo punto può impartire la benedizione. Si termina con il segno della croce.

Si possono anche recitare, specialmente nella preghiera individuale, una o più singole decine invece del rosario completo; il rosario è però essenzialmente e primariamente una preghiera comunitaria.

Il rosario missionario [modifica]

Il rosario missionario è una forma di rosario cattolico in cui la recita di ogni decina è dedicata ad un continente. Al termine di ogni decina vi è la lettura di una testimonianza di un santo missionario relativo al continente oggetto di preghiera. Come conclusione vi è l’invocazione di Maria su numerosi paesi del mondo.

Rosario meditato [modifica]

Esistono varie meditazioni (composte da Santi o dettate da Gesù e Maria durante rivelazioni private) , che servono ad aiutare il fedele nella pratica del Rosario e nella contemplazione del Mistero

I misteri [modifica]

Il rosario completo era di 15 decine in tre serie chiamate corone, ora diventate 20 con l’aggiunta nel 2002 di una quarta serie ad opera di papa Giovanni Paolo II, per richiamare la cristocentricità di questa preghiera. Ciascuna decina corrisponde ad uno dei misteri della Redenzione, secondo una lista di origine non anteriore al XV o XVI secolo, e per molto tempo non c’è stato un accordo universale su quali fossero. Si possono,però, contemplare anche altri misteri,oltre quelli tradizionali. Questi Rosari possono contemplare fatti della vita di Gesù o di Maria, parole di Gesù oppure possono prendere spunto da versi dell’Antico Testamento insieme a versetti del Nuovo ecc.

Nella forma ridotta, si recita ogni giorno una corona meditandone i misteri: la prima comprende i misteri gaudiosi (o della gioia), contemplati il lunedì e il sabato; la terza i misteri dolorosi (o del dolore), il martedì e il venerdì; la quarta i misteri gloriosi (o della gloria), il mercoledì e la domenica. Con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 16 ottobre 2002, Giovanni Paolo II ha introdotto facoltativamente i misteri luminosi (o della luce), da contemplare il giovedì, e ha associato ad essi la seconda corona del rosario, interponendola quindi tra la corona dei misteri gaudiosi e quella dei dolorosi.

La nascita di Gesù, terzo dei misteri gaudiosi

Misteri gaudiosi (o della gioia) [modifica]

(da recitarsi il lunedì e il sabato)

  1. L’annunciazione dell’Arcangelo Gabriele a Maria Vergine
  2. La visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta
  3. La nascita di Gesù
  4. La presentazione di Gesù al Tempio
  5. Il ritrovamento di Gesù al Tempio

Misteri dolorosi (o del dolore) [modifica]

(da recitarsi il martedì e venerdì)

  1. L’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi
  2. La flagellazione di Gesù alla colonna
  3. L’incoronazione di spine
  4. Gesù è caricato della Croce
  5. La crocifissione e la morte di Gesù

La crocifissione di Gesù, quinto dei misteri dolorosi

Misteri gloriosi (o della gloria) [modifica]

(da recitarsi il mercoledì e la domenica)

  1. La resurrezione di Gesù
  2. L’ascensione di Gesù al Cielo
  3. La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo
  4. L’assunzione di Maria Vergine al Cielo
  5. L’incoronazione di Maria Vergine

Misteri luminosi (o della luce) [modifica]

(da recitarsi il giovedì)

  1. Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano
  2. Le nozze di Cana
  3. L’annuncio del Regno di Dio
  4. La trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor
  5. L’istituzione dell’Eucaristia

Le origini del rosario [modifica]

Statua settecentesca della Madonna del Rosario venerata a San Severo

La parola “rosario” deriva da un’usanza medioevale che consisteva nel mettere una corona di rose sulle statue della Vergine; queste rose erano simbolo delle preghiere “belle” e “profumate” rivolte a Maria. Così nacque l’idea di utilizzare una collana di grani (la corona) per guidare la meditazione. Nel XIII secolo, i monaci cistercensi elaborarono, a partire da questa collana, una nuova preghiera che chiamarono rosario, dato che la comparavano ad una corona di rose mistiche offerte alla Vergine. Questa devozione fu resa popolare da San Domenico, il quale, secondo la tradizione, ricevette nel 1214 il primo rosario dalla Vergine Maria, nella prima di una serie di apparizioni, come un mezzo per la conversione dei non credenti e dei peccatori. Prima di San Domenico, era pratica comune la recita dei “rosari di Padre Nostro“, che richiedevano la recita del Padre Nostro secondo il numero di grani di una collana. In realtà, l’abitudine di contare le preghiere con una cordicella annodata era già diffusa dal III e IV secolo, ai tempi dei monaci del deserto che vivevano da eremiti. Questi strumenti si chiamarono poi, nel Medioevo, “paternoster“. In un primo tempo, infatti, il culto della Vergine praticamente non esisteva e l’Ave Maria, nata nel VII secolo, si affermò in tutto il mondo cristiano soltanto intorno al Mille. Il movimento circolare che si fa sgranando il rosario simboleggia il percorso spirituale del cristiano verso Dio: un lungo ritorno. [2]

Nel 1571, anno della Battaglia di Lepanto, Papa Pio V chiese alla cristianità di pregare con il rosario per chiedere la liberazione dalla minaccia turcoottomana. La vittoria della flotta cristiana, avvenuta il 7 ottobre, venne attribuita all’intercessione della Vergine Maria, invocata con il rosario. In seguito a ciò il papa introdusse nel Calendario liturgico la festa della Madonna del Rosario per quello stesso giorno. Sempre nel XVI secolo si ha la fissazione definitiva dell’ultima parte dell’Ave Maria, che nella parte finale aveva numerose varianti locali. Altri personaggi che hanno contribuito alla diffusione di questa preghiera sono il Beato Alano della Rupe con il suo Salterio di Cristo e di Maria del 1478, san Luigi Maria Grignion da Montfort con il suo libro Il segreto ammirabile del Santo Rosario, ed il beato Bartolo Longo (fondatore del Santuario e delle opere di carità di Pompei) considerato l'”Apostolo del Santo Rosario”. Un altro impulso si ebbe nei secoli XIX e XX con le apparizioni di Maria a Lourdes e a Fatima.

La “Madonna del Santo Rosario” è venerata nel “Pontificio santuario di Pompei“.

Una etimologia della parola Rosario, meno poetica e suggestiva di quella presentata sopra, ma sicuramente più documentata e verificabile, è da rintracciare nella parola sanscrita japa-mālā (जपमाला), letteralmente ghirlanda -mālā, per preghiere, japa-. La parola japa-mālā è in uso da millenni per indicare la corona per le preghiere presso le popolazioni dell’India. Come scoperto dallo studioso di lingue indiane A.F. Weber (1825-1901), cambiando la “a” breve di japa (जप) con la “ā” lunga, si ottiene japā (जपा), che non significa più “preghiera”, ma “rosa”. Quindi japā-mālā viene a significare ghirlanda o corona di rose, da cui il latino Rosarium. Non è chiaro se chi ha coniato la parola Rosarium sia semplicemente incorso in un errore di traduzione o se il cambio di vocale sia stato intenzionale. [3]

Le promesse della Vergine [modifica]

La Madonna apparve a Lourdes con la corona del rosario

La tradizione religiosa riporta anche 15 promesse che la Vergine in persona avrebbe fatto sia a san Domenico sia al beato Alano della Rupe riguardo al suo rosario. Esse sono le seguenti:

  1. «A tutti quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.»
  2. «Chi persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà grazie preziosissime.»
  3. «Il Rosario sarà un’arma potentissima contro l’inferno; esso distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.»
  4. «Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!»
  5. «Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.» [4]
  6. «Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Se è peccatore, si convertirà; se è giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.»
  7. «I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.»
  8. «Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle Sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.»
  9. «Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.»
  10. «I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in Cielo.»
  11. «Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.»
  12. «Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.»
  13. «Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della “Confraternita del Rosario” abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i santi del Cielo.»
  14. «Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.»
  15. «La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.»

Secondo il credo cattolico, il termine predestinazione non significa assenza di libero arbitrio, cioè una persona,dopo aver pregato col “rosario”, può sempre scegliere liberamente se raggiungere la “salvezza” o meno. Quindi, la “predestinazione” è qui intesa come l’alto grado di probabilità che una persona possa salvarsi, perché, di sicuro, col “rosario” una persona sarà particolarmente protetta e aiutata da Dio e da Maria.

Promesse della Madonna a coloro che portano con sé la “Corona del santo rosario” [modifica]

Promesse fatte dalla Vergine durante varie apparizioni

1) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno da me condotti a mio Figlio.

2) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno da me aiutati nelle loro imprese.

3) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, impareranno ad amare la Parola e la Parola li farà liberi. Non saranno più schiavi.

4) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, ameranno sempre di più mio Figlio.

5) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una conoscenza più profonda di mio Figlio nella loro vita quotidiana.

6) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno un desiderio profondo di vestire con decenza per non perdere la virtù della modestia.

7) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, cresceranno nella virtù della castità.

8) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una coscienza più profonda dei loro peccati e cercheranno sinceramente di correggere la propria vita.

9) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno un profondo desiderio di diffondere il messaggio di Fatima.

10) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, sperimenteranno la grazia della mia intercessione.

11) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno pace nella loro vita giornaliera.

12) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno ripieni di un profondo desiderio di recitare il S. Rosario e meditare i Misteri.

13) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno confortati nei momenti di tristezza.

14) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, riceveranno il potere di prendere decisioni sagge illuminati dallo Spirito Santo.

15) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno invasi da un profondo desiderio di portare oggetti benedetti.

16) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, venereranno il mio Cuore immacolato e il Sacro Cuore di mio Figlio.

17) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, non useranno il nome di Dio invano.

18) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno una profonda compassione per Cristo crocifisso e aumenterà il loro amore per Lui.

19) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, saranno guariti da malattie fisiche, mentali ed emozionali.

20) Tutti coloro che portano fedelmente la corona del Santo Rosario, avranno pace nelle proprie famiglie.

Corona del rosario [modifica]

Cinque decadi di grani formano la corona del rosario

La corona, a volte chiamata anch’essa rosario, si adopera per tenere il conto delle preghiere che si recitano. Oggetti simili al rosario sono rintracciabili in varie religioni: nell’induismo, nel buddhismo, nell’islam, nell’oriente cristiano e infine nella chiesa latina. In quest’ultima la corona del rosario di norma è formata da 50 grani in gruppi di dieci (le decine), con un grano più grosso tra ciascuna decade. Si conoscono alcuni rosari con centocinquanta o cento grani: tali numeri sono stati scelti in passato per corrispondere al numero dei salmi o ad una frazione di essi, ovvero due terzi dei 150 salmi. Per i grani venivano tradizionalmente usati i semi dell’albero del mogano, o perle, ma ora si usano altri materiali più economici e artificiali.

In passato erano comuni anche rosari fatti con noccioli di olive; alcuni sono stati creati con le olive del Giardino del Getsemani, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ne dava uno a tutti quelli che facevano parte dell’ordine. A volte i rosari incorporano sacre reliquie.

Rosari non cattolici [modifica]

Anche in altre religioni, e confessioni cristiane, esistono dei rosari simili, almeno nella forma se non nell’uso, a quello cattolico. Fra questi si possono citare:

 

Note [modifica]

  1. ^ (PDF)Una madonna del rosario di grande valore storico
  2. ^ Manuela Campanelli, Focus Storia, numero 55, maggio 2011, pag. 114-119
  3. ^ http://www.jesusisbuddha.com/news.html
  4. ^ Il termine “perire”, in teologia, indica la dannazione dell’anima, ovvero -in un certo senso- la sua morte.

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Curiosità [modifica]

« Nunc et in hora mortis nostrae. Amen. La recita quotidiana del Rosario era finita. »

L’autore commette qui un errore: la recita del rosario non termina con un’Ave Maria.

  • L’albero dei rosari è così chiamato perché il nocciolo dei suoi frutti veniva largamente utilizzato per la realizzazione di rosari, dato che, tra l’altro, il nocciolo, di consistenza durissima, presentava già dei fori alle polarità.

 

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